martedì 15 settembre 2009

Il labirinto della vita

Ho lasciato la locanda per un po' di giorni, ho dovuto.
Ma l'assenza fisica, almeno nel mio caso, non è stata una lontananza anche mentale.
La mia identità è indissolubilmente legata a questo rifugio immerso nella brughiera, a questo luogo di sogno che si nutre di pensieri imbevuti di inchiostro, che si adagia su materassi e lenzuola di carta.
Ma fuori da queste mura virtuali esiste il mondo reale, quello che, senza farsi annunciare da squilli di trombe, mi ha indotto ad imboccare ancora una volta una strada frastagliata, però del tutto sconosciuta.
Per alcuni giorni mi sono persa, poi ho trovato faticosamente l'uscita per raggiungere la meta.
Perché l'amore non può lasciare spazio alla disperazione e alla rinuncia. Perché la vita è una gemma che non posso lasciar affondare nel fango.

Vi lascio con una frase di Leo Buscaglia che dice:
"Quando si cambia continuamente, bisogna continuare ad adattarsi al cambiamento, e ciò significa che vi troverete sempre di fronte a nuovi ostacoli. È questo che dà gioia alla vita. E quando siete coinvolti nel processo del divenire, è impossibile fermarsi."

E, io, non ho nessuna intenzione di arrestare il mio cammino.

10 commenti:

Iride Libera ha detto...

Cara Sonia,
a quanto pare abbiamo proprio necessità opposte: io di fermarmi, tu di proseguire.
Speriamo che ognuna, a suo modo, riesca sempre a trovare l'uscita del proprio labirinto. ;-)

Ire ha detto...

É bellissimo questo post, e non sai quanto ti capisco, di labirinti me ne intendo...

mirtilla ha detto...

Ciao Sonia,
grazie per l'emozione che trasmetti quando trasformi i tuoi pensieri e i tuoi sentimenti in parole.
Fantastica la citazione di Biscaglia....
Un abbraccio.

Sonia Ognibene ha detto...

Grazie a voi, Iride, Irene e Mirtilla. Di cuore. Per le vostre parole, i vostri complimenti.
La vicinanza spirituale tra donne è qualcosa che mi commuove sempre.
Un abbraccio forte.
Sonia.

serenella ha detto...

In effetti è un bellissimo post, pieno di fiducia e di voglia di andare avanti e di ritrovarsi.

Sonia Ognibene ha detto...

Grazie Serenella.
Non mi piace piangermi addosso. L'ho fatto in un passato molto remoto, ma ora sono più combattiva che mai!

A te come va la scuola?
Quest'anno io non ho ancora avuto problemi "didattici" e burocratici.
Speriamo che continui così.
Un abbraccio.

riccardo uccheddu ha detto...

Hai fatto bene, Sonia, ad assentarti per un po’.
Del resto, se mi passi la battuta, una locanda non è una caserma!
Inoltre, l’amore è davvero l’elemento fondante della nostra esistenza ed ha un potere quasi “magico.”
In una lettera alla moglie Sophia, Hawthorne scriveva che l’amore per lei l’aveva “salvato.”
Ed in ogni caso, mi piace scoprire questo tuo lato passionale.
Anche ben scritto & descritto, come tuo solito.
Un caro saluto!
Riccardo

Sonia Ognibene ha detto...

Grazie Riccardo per i complimenti, ma stavolta credo (e volutamente) di non essermi spiegata chiaramente per diversi motivi.
Non è per inseguire o seguire un amore che mi sono assentata (ma è bello che il tuo lato romantico abbia carpito questo messaggio dal mio post).
Un abbraccio e in bocca al lupo per il terzo romanzo.

riccardo uccheddu ha detto...

Ho capito, si tratta di un amore in senso più vasto.
E' bello anche questo: l'altruismo, per es. (un amore forse anche più difficile) oppure il vivere la vita compiendo altre scelte.
Ti ringrazio per gli auguri, ciao!

Sonia Ognibene ha detto...

Di amore nel senso più puro, più alto.
A presto.