venerdì 17 settembre 2010

Radici


Sono polline nel deserto
speranza disillusa
di germoglio infinito.
Sonia Ognibene

10 commenti:

maresco martini ha detto...

bella questa definizione di radici,
Io per parecchi anni ho cercato di cancellarle per un episodio tragico. Ma miracolosamente quando le ho ricercate e ritrovate ho trovato serenità.

Sonia Ognibene ha detto...

Grazie Maresco!
Sono felice che tu abbia ritrovato le tue radici.
Che la notte ti sia dolce

Miriam ha detto...

Le immagini del deserto le trovo sempre come un richiamo, chissà perchè!
O forse sei tu che stavi chiamando "Miriammmmm...."?
Che belli i tuoi versi, trasmettono fiducia nel futuro...proprio belli, complimenti cara Sonia!!!
Ricambio il tuo affettuoso abbraccio!

Sonia Ognibene ha detto...

Grazie carissima! Che bello ritrovarti qui! Mi eri mancata!
Aspetto un tuo nuovo post!

Mariabei ha detto...

Poche parole, profonde riflessioni...
Con affetto e simpatia ti auguro una serena settimana...

Sonia Ognibene ha detto...

Una serena settimana anche a te, Mariabei! Io non vedo l'ora di leggerti ancora.

Danilo ha detto...

Sonia, secondo me sei sul confine, sul bordo di qualcosa, sulla scia di una cometa! Questo trasmettono i tuoi versi! Le radici non vogliti trattengono. Ti ricordano chi sei!

PS "Sulla scia di una cometa" è il mio motto :)

Sonia Ognibene ha detto...

Caro Danilo (non ho capito bene la parola "vogliti"... forse volevi scrivere volute, volendo?) a volte mi sento su una rampa pronta a spiccare il volo, ma all'ultimo minuto ho una paura del diavolo di sfracellarmi al suolo come Wile Coyote.

P.S. Il mio motto è: "Io speriamo che me la cavo!" ;-D

happy runner ha detto...

Fu l’ala leggera di una folata di Khamsin a sollevare la particella di polline dalle sponde di Rosetta, il ramo ovest del Delta del Nilo, e condurla a sorvolare il Great Sand Sea, il grande mare di sabbia, come viene chiamato il deserto libico.
Oltre cinquecento chilometri di superficie arida, capace d’ingoiare un’armata persiana nel 500 A.C.
“ Non sono che polline nel deserto “ si rammaricava “ speranza disillusa di germoglio infinito “.
Ignorava che, aldilà del profilo disegnato dalle dune, avrebbe incontrato le trecento sorgenti di Siwa e dato vita ad un’oasi di palme e ulivi.
Dalla sterile sabbia spuntò un giardino profumato e fiorito.
Non trovi, Sonia, che ciò ti rappresenti meglio?
Se ovunque ti posi, una poesia nasce.

Sonia Ognibene ha detto...

Caro Happy Runner, la tua è poesia!Spero solo che qualcosa di buono su questa terra resterà di me e allora sarò quel giardino profumato e fiorito di cui parli.
Grazie.