domenica 1 maggio 2011

Il teatro non vuole morire

Il teatro è finzione, il teatro è sogno. E' il gioco dei ruoli dei bambini prolungato nel tempo. Tutto accade tra travi, scenografie posticce, oggetti di scena scarni e tendaggi polverosi. Eppure sogniamo e ci emozioniamo. Il teatro è per chi è rimasto ancora un bambino o chi un bambino non lo è mai stato, affinché possa finalmente cominciare a sognare.
Ma non c'è spazio per i nuovi autori, ci siamo fermati ai Goldoni e ai Pirandello per timore che nessuno riempia i palchi. Non c'è spazio per gli esordienti, o meglio, si sottopagano gli esordienti per pagare l'attore di punta che ha trovato celebrità attraverso fiction e ospitate televisive. Sì, a volte l'attore merita, ma quasi sempre è solo una carta moschicida per catturare spettatori.Il teatro italiano si sta trascinando verso il nulla e con lui sta morendo la nostra capacità di amare e generare bellezza. Lo scempio e la violenza, frutto anche della noia e del vuoto emozionale dei ragazzi, è sotto gli occhi di tutti.Forse dovremmo tutti rimboccarci le maniche per arginare l'orrore dell'incultura e della volgarità frequentando corsi di recitazione, scrivendo per il teatro, creando compagnie o associazioni culturali per passione, riempiendo i teatri invece di spendere centinaia di euro all'anno per la PAY TV che offre una ripetizione ossessiva degli stessi film, che propina inutili quanto diseducative partite di calcio e di serie tv di dubbio gusto, con omicidi e violenze reiterate.
Il teatro è ancora una speranza, non lasciamolo morire. Il teatro VUOLE VIVERE!

22 commenti:

Lara ha detto...

Quanto hai ragione, Sonia!
Il Teatro deve vivere, ma forse non è possibile perché trasmetterebbe troppa cultura, troppa possibilità di riflettere, di essere coinvolti dal vivo.
La televisione lava il cervello, il teatro no. E così continuiamo ad assistere alla chiusura di teatri addirittura storici.
Tu sei stata propositiva e fai bene. Rimbocchiamoci le maniche: il TEATRO VUOLE VIVERE!
Grazie,
Lara

Carolina Venturini ha detto...

Il teatro è un bene prezioso. Ammetto di preferire l'offerta teatrale dei secoli scorsi, antecedenti il Novecento e non italiana.

Sonia Ognibene ha detto...

Grazie a te, Lara, che come me riteni il teatro una fonte di cultura da non mortificare!
Ti abbraccio forte!

Gabe ha detto...

ciao Sonia, sono tornata e sono passata per un salutino
baci

Sonia Ognibene ha detto...

Cara Carolina, forse preferisci l'offera teatrale dei secoli scorsi e non italiana perché in Italia, per l'appunto, non c'è la voglia di far emergere e distribuire nuovi testi teatrali, cosa che non accade in altri paesi del mondo... vogliamo andare sempre sul sicuro, senza mai rischiare... un po' come fanno le case editrici con i romanzi da pubblicare: storie di autori stranieri e già best seller, autori conosciuti al di fuori dei circuiti letterari (comici, personaggi televisivi, sportivi, fotomodelle, giornalisti tv...).
Buona domenica.
Oggi avrei voluto essere vicino a KAROL...

Sonia Ognibene ha detto...

Ciao Gabe, grazie d'essere passata.
Un caro saluto anche a te!

Ninfa ha detto...

Sono d'accordo con te, non bisogna lasciar morire il teatro e neanche il cinema. Certo io amo più quest'ultimo, anche se sicuramente quando si guarda uno spettacolo teatrale si è avvolti da una magia unica e dall'emozione degli attori che recitano "in diretta". Gli spettacoli che preferisco guardare sono quelli di danza e i concerti. Ciao, Sonia!

Adriano Maini ha detto...

Imperano in ogni campo vecchi reazionari ...

Sonia Ognibene ha detto...

Oh Ninfa, io adoro la danza e forse un giorno ruscirò anche a vedere Roberto Bolle... che non è Roberto Bolle perché prima è andato in televisione, ma è Roberto Bolle perché il pubblico che lo ha visto nei teatri di tutto il mondo lo ha decretato uno dei migliori di tutti i tempi.
Un abbraccio immenso.

Sonia Ognibene ha detto...

Caro Adriano, qui di reazionari ne vedo ben pochi, bensì solo giovani e vecchi timorosi e conformisti. E intanto il teatro e l'editoria si spengono...
Un abbraccio.

happy runner ha detto...

Ricordi il film di Peter Weir, L’attimo Fuggente, e la figura del giovane Neil Perry che per amore del teatro sacrificherà la vita?
La Setta dei Poeti Estinti, che si riunisce nella grotta per vivere saggiamente e per non scoprire in punto di morte di non aver vissuto, già nel 1989 prefigurava l’isolamento di chi cercava scampo alla noia e al vuoto emozionale, come hai ben sintetizzato.
“ O Capitano! Mio capitano! Il nostro viaggio tremendo è terminato… “
suonano i versi iniziali della poesia di Whitman.
A guardare l'oggi, siamo ben lontani dall'imboccatura del porto.
Oscura e densa di nubi ci viene incontro un’alba grigia, faticosamente animata dal volo di rari gabbiani.

Sonia Ognibene ha detto...

Se mi ricordo, caro Happy Runner? E' il film che ha segnato la mia vita e che di tanto in tanto rivedo per sentirmi membro della razza umana, quella nel senso più alto! Ho pianto, mi sono disperata per Neil Perry, perché avrei voluto essere come lui, ovviamente non per il suo atto estremo, ma per la sensibilità, la versatilità, l'intelligenza e per la sua grande passione per la recitazione. Io, invece, continuo a sentirmi Todd Anderson (prima del "pazzo con la bava alla bocca") che però, a tratti, si riscatta con "O capitano, mio capitano!".
Grazie infinite per questo commento!

Carmine ha detto...

Ciao Sonia,
spero tu stia bene. Condivido questo tuo accorato post in difesa del teatro e di ciò che esso significa. Tra l'altro, tra i miei buoni propositi di quest'anno, c'è anche quello di andare più spesso a teatro.
Un saluto.
Carmine

Sonia Ognibene ha detto...

Caro Carmine, sì, mi sto rialzando grazie allo sguardo paterno del nostro beato Giovanni Paolo. Lui tra le lacrime, sa donarmi anche la serenità e la speranza... lui uomo radicato nel suo tempo, lui lavoratore, lui clandestino, lui perseguitato, lui sofferente ma sempre amorevole.
Grazie per il tuo passaggio!

Luigi ha detto...

sai che io continuavo a piangere guardando le immagini alla tv???

Devo farmi curare

Un abbraccio fortissimo

Sonia Ognibene ha detto...

Caro Luigi, anch'io! Il problema è che abbiamo visto un documentario anche a scuola e sono stata costretta a darmi un contegno.
Non dobbiamo farci curare, non c'è nulla di male a sentirlo così vicino a noi!
Un abbraccio!

Ilaria Pedra ha detto...

ciao, non so quale strada tu abbia percorso per arrivare al mio blog, ma sono felice che tu ne sia diventata follower, grazie!
Ho avuto l'abbonamento a teatro per molte stagioni e vado spesso.
La frase sul sentiero ecc. la conoscevo e la amo tantissimo!
Hai davvero un bel blog, direi diverso dai soliti. Vedo anche che, come me, hai pubblicato un romanzo. Complimenti. baci

Sonia Ognibene ha detto...

Ciao Ilaria, ti ho trovata grazie al blog di Luigi!
Sono felice che tu vada spesso a teatro e che abbiamo anche altri punti in comune.
Grazie per il complimento: il mio blog è la mia seconda casa, diciamo pure che è la mia anima.
Un abbraccio!

Danilo ha detto...

Grande!! Condivido ogni singola parola! Il teatro è una cosa meravigliosa. Regala emozioni uniche! Io non potrei mai, e poi mai, farne a meno! :))

Sonia Ognibene ha detto...

Lo immagino, carissimo Danilo!
E lo sai quanto invidio il tuo coraggio nel metterti in gioco!
Ad maiora! ;-)

Maraptica ha detto...

Il teatro è una di quelle forme artistiche inimitabili, la realtà che si mischia all'illusione in tempo reale. Da piccola mia madre mi ci portava sempre e io ne rimanevo ogni volta affascinata e rapita. A volte ne avevo paura ma era una paura sana, curiosa :)

Sonia Ognibene ha detto...

Che bello, questo ricordo: tua madre che ti portava a teatro... cara Maraptica, ora che sei grande coltiva ancora questa magia! Non lasciare che resti solo un ricordo.
Un bacio.