martedì 31 maggio 2011

lunedì 30 maggio 2011

Di "cardilli" e piacevoli incontri

Alcuni giorni fa ho messo un lungo vestito bianco e ho cominciato a vagare per la brughiera. Cercavo rifugio dal sole e mi sono sdraiata a ridosso di un cespuglio di erica. E’ passato il signor R. e mi ha detto:
- Sono felice di incontrarla, credevo fosse partita per un lungo viaggio.
- Non fisicamente- gli ho risposto -ma ne ho percorso uno altrettanto lungo intorno a me.
- E ha trovato qualcosa di interessante?
- Nulla è più insondabile e incomprensibile del cuore di un essere umano, quindi sommamente interessante!
Il signor R. mi ha fissato negli occhi e mi ha porto un libro che portava con sé: “Il cardillo addolorato” di Anna Maria Ortese.
- Tenga, mi farebbe molto piacere se lo leggesse. Credo che lei saprebbe apprezzarne la prosa... e non solo.
Ho ringraziato il signor R., stupita del suo dono e, quando si è allontanato lungo il sentiero, ho cominciato a gustarne parole ed atmosfere… e la brughiera si è dissolta.

giovedì 19 maggio 2011

Quando l'amore di Dio si fa carne


Ero da sola in locanda, nel silenzio, quando nel delicato

blog di Luigi ho conosciuto questa storia che fa sperare

ancora nel destino dell’umanità: vi consiglio di leggerla.

venerdì 13 maggio 2011

martedì 10 maggio 2011

Mondi lontani


Speravo ci fossi
tra gli abiti lisi
che ti butti addosso
da attore silenzioso,
e io spettatrice
dispensatrice di sogni
e di incertezze.

Mondi lontani.

Sonia Ognibene

domenica 1 maggio 2011

Il teatro non vuole morire

Il teatro è finzione, il teatro è sogno. E' il gioco dei ruoli dei bambini prolungato nel tempo. Tutto accade tra travi, scenografie posticce, oggetti di scena scarni e tendaggi polverosi. Eppure sogniamo e ci emozioniamo. Il teatro è per chi è rimasto ancora un bambino o chi un bambino non lo è mai stato, affinché possa finalmente cominciare a sognare.
Ma non c'è spazio per i nuovi autori, ci siamo fermati ai Goldoni e ai Pirandello per timore che nessuno riempia i palchi. Non c'è spazio per gli esordienti, o meglio, si sottopagano gli esordienti per pagare l'attore di punta che ha trovato celebrità attraverso fiction e ospitate televisive. Sì, a volte l'attore merita, ma quasi sempre è solo una carta moschicida per catturare spettatori.Il teatro italiano si sta trascinando verso il nulla e con lui sta morendo la nostra capacità di amare e generare bellezza. Lo scempio e la violenza, frutto anche della noia e del vuoto emozionale dei ragazzi, è sotto gli occhi di tutti.Forse dovremmo tutti rimboccarci le maniche per arginare l'orrore dell'incultura e della volgarità frequentando corsi di recitazione, scrivendo per il teatro, creando compagnie o associazioni culturali per passione, riempiendo i teatri invece di spendere centinaia di euro all'anno per la PAY TV che offre una ripetizione ossessiva degli stessi film, che propina inutili quanto diseducative partite di calcio e di serie tv di dubbio gusto, con omicidi e violenze reiterate.
Il teatro è ancora una speranza, non lasciamolo morire. Il teatro VUOLE VIVERE!