martedì 2 luglio 2013

Una stanza tutta per noi

"Qualunque sia il loro uso nelle società civilizzate, gli specchi sono essenziali a ogni azione violenta ed eroica. Perciò Napoleone e Mussolini insistono tanto enfaticamente sull'inferiorità delle donne, perché se esse non fossero inferiori cesserebbero di ingrandire loro... questo serve a spiegare come fa sentire inquieti (gli uomini) la critica femminile... perché se la donna comincia a dire la verità, la figura nello specchio rimpicciolisce; l'uomo diventa meno adatto alla vita."

Virginia Woolf aveva capito tutto già nel 1928. E questo spiega la violenza inaudita verso le donne che vogliono solo condurre  il loro cammino da essere umani e non da cani alla catena.

7 commenti:

La Magia del Vento ha detto...

Applausi!

Un abbraccio, grazie per questa riflessione.

Lena

Sonia Ognibene ha detto...

Grazie, grazie!!! (inchino)
;-D

Un abbraccio doppio!!!

riccardo ha detto...

Carissima Sonia, molti uomini non sono altro che piccoli, meschini esseri...
Dei poveracci che identificano la sessualità con la genitalità, l'amore col possesso oppure col plagio.
Sono persone incapaci di dialogo e di autocritica, ometti (non uomini) che considerano appunto il dialogo e l'autocritica... segni di debolezza!
Speriamo che crescano, una buona volta; o che scompaiano.
Un caro saluto!

Sonia Ognibene ha detto...

Questi uomini hanno bisogno di grosso aiuto per crescere e l'educazione ai sentimenti e al rispetto che è quasi inesistente nelle scuole, di certo non aiuta. Perciò spero che tali omuncoli che si negano il piacere del confronto e dell'amore si estinguano e lascino spazio ai veri uomini.
p.s. Come te, Riccardo.

riccardo ha detto...

Omuncoli, dici bene.
Ometti è anche troppo, per gente come quella.
Abbraccione imbarazzato!

happy runner ha detto...

Volendo procedere per estensione, più variegato ancora si presenta il catalogo delle categorie maschili che Sciascia mette in bocca a Don Mariano ne Il giorno della Civetta.
Esistono gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi e i quaquaraquà.
Ce n'è una quinta, di questi tempi in rapida espansione, ma lascio alla curiosità di ognuno andarsela a cercare.
Siamo nel salotto buono della locanda e la padrona di casa è persona educata e gentile.

E gentilmente si lascia da Happy abbracciare :))

Sonia Ognibene ha detto...

Da un gentiluomo come te, poeta-runner-fine dicitore l'abbraccio è ben accetto perché scevro di secondi fini. Di quella quinta categoria, invece, mi par di capire di poterne fare tranquillamente a meno: puttanieri-truffatori-facce di bronzo. Uno di questi ha fatto scuola: è il decano stercorario supremo.
Buona serata, carissimo.