lunedì 24 luglio 2017

Il mito della caverna

Poveri noi genitori, in balia di un mondo così assurdo, violento, repressivo, fagocitante. Ci stanno lobotomizzando i figli che vivono alla mercé di uno schermo inconcludente con giochi, musiche, video, amicizie, messaggi e rapporti basati su whatsapp e instagram, che fanno della finzione ben camuffata il loro vessillo. La maleducazione, il gergo triviale è ovunque e loro lo assorbono credendo di diventare adulti solo se ne fanno uso. D'altronde i loro adulti di riferimento sono degli "ottimi" maestri. L'umanità? Scomparsa quasi ovunque. Si piange per un cane abbandonato, ma si gioisce per la morte di uomini, donne e bambini stremati dai viaggi della speranza su un barcone malandato. Ma dove stiamo andando? È inutile, resteremo sempre prigionieri nella "caverna" di Platone: daremo credito alle ombre e rifiuteremo il sole della conoscenza.

6 commenti:

Daniel ha detto...

Cara Sonia, ci siamo persi. Ognuno nel suo mondo. Riflesso della cultura di massa.
un abbraccio
d

Sonia Ognibene ha detto...

Non voglio cedere a questa sopraffazione. Non mi piegheranno a diventare un robot! Un abbraccio forte a te.

UIFPW08 ha detto...

Passo per un abbraccio Sonia petdona la mia assenza
Maurizio

Sonia Ognibene ha detto...

Figurati, Maurizio, più che perdonato! Un abbraccio anche a te.

riccardo ha detto...

Ormai si è creata una perfida miscela di ottusità, ignoranza, egoismo e (diciamolo pure) anche di crudeltà, che non ci fa più considerare gli esseri umani "umani", ma solo "esseri."
Un uso poi distorto e perverso della tecnologia, un uso alienante, instilla negli adolescenti pericolose idee di onnipotenza. E di bullismo, talvolta perfino familiare.
Un abbraccio, comunque!

Sonia Ognibene ha detto...

Sì, Riccardo, la situazione non è rosea. Ti abbraccio anch'io.