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sabato 25 maggio 2019

Dieta e scrittura latitante

Oh, my gosh, che altalena di emozioni in questi mesi, quasi sempre negative (purtroppo). La stanchezza mi assale e non per gli impegni che sono essenzialmente gli stessi, ma per i pensieri che accompagnano le mie frustrazioni, paure, impossibilità di gestire l'altrui dolore. In tutto questo marasma non posso neanche trarre conforto dai dolcetti che preparavo per i miei cari avventori. Alcuni di loro hanno dovuto fare dietro-front perché al massimo qui potevano rinfrancarsi con tè e tisane. 
Le cheesecake e i brownies sono un lontano ricordo. Insomma, devo accontentarmi delle foto.
In compenso la mia dieta sta andando alla grande e sono praticamente arrivata al mio peso-forma! Assolutamente incredibile!
Con la scrittura, invece, sto faticando parecchio, anche se non per tutti i progetti, ma solo per quelli che hanno una scadenza (nella mia testa). Infatti, portare a termine è ormai la mia parola d'ordine e, quando ho dei rallentamenti sulla tabella di marcia, il nervosismo è quasi incontenibile.
Ho letto diversi romanzi e manuali in questi mesi.  Soprattutto mi sto dedicando alla lettura di Guerra e Pace di Tolstoj. Era doveroso. Mi mancava.
E ora vi lascio. Nonostante il sonno, ho ancora diverse cose da fare prima delle mie consuete lezioni di italiano.
Vi abbraccio. Siate felici.

venerdì 6 luglio 2012

Calura e relax in brughiera

Altra giornata di calura asfissiante qui in brughiera. Il sentiero è invaso dalle erbacce e il sole picchia troppo perché io possa avventurarmici per liberarlo. Qualche avventore si fa strada comunque e mi dice: "Ma quando mette su la piscina gonfiabile?", poi la vedono stagliarsi bella gonfia accanto alla locanda e cominciano a esultare. "Purtroppo devo darle la disinfettata finale e dopo si riaprono le danze!" dico. "Sto già scegliendo e sistemando i tascabili sui tavolini e mi sto organizzando anche con le bibite fresche e analcoliche da sorbire sotto i tigli ancora vischiosi."
Per trascorrere il tempo senza che sopraggiunga la noia chi vuole può portarsi il cavalletto per dipingere,  l'uncinetto, i ferri, il portatile per scrivere o un semplice taccuino con penna. Io ho deciso che realizzerò una borsa per le uscite mattutine e serali. Non sono brava con ago e filo ma è una borsa per me, perciò sarò orgogliosa di qualunque risultato.
Vado adesso: i coniugi D. mi hanno affidato il compito di occuparmi dei loro animali a due e quattro zampe.
Al mio ritorno mi aspetto di trovarvi all'ombra dei tigli.

lunedì 7 marzo 2011

Sei lontano da me...

Dalla finestra della locanda ho visto aggirarsi una donna stretta al suo cappotto. Aveva i capelli scarmigliati per via del vento freddo e sferzante e un volto pallido attraversato da un turbamento visibile perfino da lontano. La donna ha proseguito il suo cammino e io l'ho vista scomparire dietro i cespugli di erica.
Dopo un po' qualcuno ha bussato alla porta e io l'ho invitato ad entrare: era proprio lei. Con un sorriso timido ha accettato di scaldarsi accanto al fuoco. E' rimasta lì per qualche minuto, poi ha preso qualcosa dalla tasca e mi ha detto:
"Tenga! La mia anima sta urlando e devo farla tacere. Ne faccia quello che crede".
Poi, così com'è arrivata, è scomparsa da me e dalla brughiera.
Questo è tutto ciò che mi resta di lei:
Sei lontano da me...
Calma, pace, quiete, non chiedo altro.
Il frastuono che ho dentro ha il peso dei pensieri e dei ricordi;
delle parole non dette e di quelle pronunciate.
Ha il sorriso di occhi neri come il fondo di un pozzo,
ha il profilo di una montagna scolpita nel cuore,
ha il colore del cuoio e il profumo del mare.
Lacrime, di dolore, solo di dolore, per la paura, per la voglia di averti,
per il desiderio di un bacio, per il battito del cuore che lascia senza respiro.
Sei passato e in un attimo hai sconvolto tutto,
hai lasciato dentro di me tutto l'amore di cui avevo bisogno.
E in punta dei piedi te ne sei andato...

martedì 28 aprile 2009

Uno spazio senza tempo per raccontare e raccontarci

La teiera in porcellana fa bella mostra di sé sulla tovaglia immacolata. La signora M. e sua cognata D. si guardano intorno con lo stupore di due bimbe alla vista dei doni la mattina di Natale.
- Dunque, è questa la locanda in mezzo alla brughiera. – dice M.
- Proprio così. – le rispondo, mettendo loro sotto il naso una decina di scones appena sfornati.
- Pensavamo fosse solo una leggenda… una trovata da agenzia turistiche.- aggiunge D. gorgogliando una risatina soddisfatta.
- Molti pensano che lo sia, fino a quando non la raggiungono. E se voi ci siete arrivate, vuol dire che avete fatto il percorso giusto. Ma, prego, versatevi pure del tè… non volete che si raffreddi, vero?
- Oh, no di certo! – risponde entusiasta M. che addenta subito uno scone con pezzetti di cioccolato.

Ecco, questa è la locanda, e questo è il genere di avventori che quasi ogni giorno viene a farmi visita. Sì, perché giungere alla mia locanda non è semplice. Non la troverete in nessuna mappa, in nessuna guida stradale. Neppure il navigatore satellitare potrà dirvi dov’è.
Quando nel vostro percorso raggiungerete purezza di cuore, leggerezza di spirito e vastità di vedute, allora, e solo allora, ve la ritroverete davanti. E io vi accoglierò con un buon tè, un caffè o una cioccolata calda. Insieme potremo parlare di tutto, ma soprattutto di storie… quelle che vi appassionano o vi hanno appassionato da sempre, impresse sulla carta o custodite nei ricordi pronte ad esser narrate.
E ci scambieremo opinioni, idee, consigli di scrittura e di lettura.

Qui il tempo si ferma. In mezzo alla brughiera riassaporerete la vita.