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venerdì 2 gennaio 2015

Maupassant, politica e 2015

Siamo nel nuovo anno, il 2015. 
15: il mio numero preferito, l'età che aspettavo con impazienza parossistica, la metà di ogni mese, il suo doppio per il voto universitario perfetto, il giorno in cui è nato ciò che ho di più caro.
Ho iniziato il nuovo anno vincendo e oggi c'è il sole. Bene. Peccato per la forma fisica tutt'altro che perfetta, ma sorvoliamo, c'è di peggio.
Fortuna i libri! E allora, guardando quegli individui politici dalla condotta alquanto discutibile che vagano qua e là facendo danni, non ho potuto fare a meno di riflettere sulle parole trovate nel racconto L'Horlà di Guy De Maupassant,  parole scritte alla fine del 1800 ma valide ancor oggi per tutti i popoli e le classi politiche del nostro povero Pianeta:

"...Festa della Repubblica. Ho passeggiato per le strade. I petardi e le bandiere mi divertivano come un ragazzo. Eppure è veramente idiota essere felici a data fissa, per decreto governativo. Il popolo è uno stupido gregge, ora scioccamente paziente, ora ferocemente ribelle. Gli dicono: "Divertiti". E si diverte. Gli dicono: "Vai a combattere col tuo vicino". E va a combattere. Gli dicono: Vota per l'Imperatore". E vota per l'Imperatore. Poi gli dicono: "Vota per la Repubblica". E vota per la Repubblica.
Anche coloro che dirigono sono sciocchi, soltanto, invece di obbedire ad altri uomini obbediscono ai principi i quali non possono che essere stupidi, sterili e falsi per il fatto stesso che sono principi, ovvero idee considerate sicure e immutabili in un mondo in cui non s'è certi di nulla..."

martedì 30 dicembre 2014

Peter e Clarissa


"Avevan sempre avuto quello strano potere di comunicare fra loro senza parole. Lei se n'accorgeva subito, quando lui non l'approvava. Allora, faceva qualcosa di molto ovvio per difendersi, come quella scena del cane, ma non riusciva mai a trarlo in inganno, lui sempre le leggeva nell'animo, a Clarissa. Non diceva alcunché, naturalmente. Si limitava a fare una faccia ombrata. Era in quel modo, spesso che prendevano avvio le loro liti.

Lei richiuse la porta. Subito lui si sentì estremamente depresso. Tutto gli sembrava inutile: seguitar a essere innamorato, seguitar a litigare, seguitare a fare pace; e se ne andò all'aperto, da solo, a vagolare fra le rimesse, le stalle, a guardare i cavalli."  (Mrs Dalloway - Virginia Woolf)

domenica 14 luglio 2013

Niente ponti in brughiera

Una delle frasi di Francesca Johnson al fotografo Robert Kincaid prima che la loro storia, di appena quattro giorni, abbia fine. Una delle più toccanti storie d'amore di tutti i tempi, una di quelle che, forse, solo nella letteratura si ha la fortuna di incontrare. Una di quelle storie che ci ricorda un assunto: rinunciare a VIVERE un amore è un atto di volontà, ma cancellare quell'amore è tutt'altra storia.
  
"Io non posso fingere che questo mi basti, perché così dev'essere! 
E non posso fingere di non provare quello che provo, 
perché domani sarà finita. "


giovedì 31 gennaio 2013

Mute pantomime

"Se lei ha a che fare con un sentimentale, anche se non se ne accorge, e soprattutto se se ne accorge, inizia un gioco terribile. Incapace di superare la propria delusione, di fare a meno di quella donna, lui la insegue, lei lo rifugge, sicché un sorriso che lui non osava più sperare è pagato mille volte quello che avrebbero dovuto esserlo gli estremi favori. Talvolta in questo caso accade anche, quando per un misto d'ingenuità di giudizio e di viltà dinanzi alla sofferenza si è commessa la follia di fare di una ragazza un idolo inaccessibile, che questo estremi favori, o semplicemente il primo bacio, non lo si otterrà mai, non si osa nemmeno più domandarlo per non smentire delle garanzie d'amore platonico. E allora è una gran sofferenza lasciare la vita senza aver mai saputo ciò che poteva essere il bacio della donna che più di tutte si è amata."

(I Guermantes - Marcel Proust)

sabato 23 luglio 2011

Senza amore


Senza amore di sé
neppure l'amore per gli altri è possibile.
L'odio per se stessi è esattamente identico
all'egoismo più esplicito
e alla fine conduce al medesimo crudele isolamento,
alla medesima disperazione.

Herman Hesse

sabato 9 luglio 2011

I progetti


Il risultato positivo
dei progetti programmati con cura
è sempre scambiato per fortuna dagli stupidi.

Dashiell Hammett

sabato 16 aprile 2011

Chi farebbe eccezione?


"Un giorno, quando sarai madre, capirai molte cose:

che nessuna mamma al mondo

reputa cattivo il proprio figlio, per esempio.

E' impossibile ammetterlo perfino davanti all'evidenza.

E lo sai perché? Perché lo ha visto nascere,

lo ha tenuto fra le braccia, lo ha cullato,

ha visto i suoi sorrisi, lo ha sentito balbettare "mamma"

e lo ha vegliato controllando il suo respiro.

Ogni mamma ricorderà quel figlio e lo giustificherà.

Io non faccio eccezione."


(tratto da "Il segreto di Isabel" - Sonia Ognibene)

lunedì 4 ottobre 2010

C'è bisogno d'aggiungere altro?


"Quello che avevo da dire l'ho detto.
La rabbia e l'orgoglio me l'hanno ordinato.
La coscienza pulita e l'età me l'hanno consentito.
Ma ora devo rimettermi a lavorare, non voglio essere disturbata.
Punto e basta."

Oriana Fallaci

martedì 28 settembre 2010

Percezioni dell'io

"Una donna molto bella
che guarda la sua immagine allo specchio
può credere facilmente di essere ciò che vede.
Una donna brutta
sa di non essere questo".

Simone Weil - tratto da Quaderni

lunedì 9 agosto 2010

Grande!


"Secondo lei devo mettere più fuoco nei miei scritti?"
"No. Viceversa."

Oscar Wilde a un aspirante scrittore

sabato 12 giugno 2010

Prevaricazioni


L'uomo è nato libero e ovunque è in catene.

Jean-Jacques Rousseau da "Il contratto sociale"


martedì 1 settembre 2009

Scrittori: i giardinieri dell'anima


Ogni libro è un giardino.

Beato colui che lo sa piantare e fortunato colui

che taglia le sue rose per darle in pasto

alla sua anima!...



(Federico García Lorca).