Visualizzazione post con etichetta Racconti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Racconti. Mostra tutti i post

mercoledì 27 novembre 2019

Eh sì, I like you!

Miei carissimi avventori, il freddo non bussa ancora con forza alla porta della locanda. Ne approfitto e, tra una crostatina al farro e cioccolato e una tazza di tè, mi prendo una pausa per riposare soprattutto il cervello. 
Per fortuna, qualche volta questi pensieri incessanti producono qualcosa di buono, qualcosa che finisce tra le pagine di un libro; un'antologia, per esempio, che parla dell'amore ai tempi dei social. Si intitola I LIKE YOU e ospita al suo interno un mio racconto: "Identità ritrovate".
Un'altra storia, insomma. Un'altra parte di me. E ne sono felice.
Vi abbraccio.

domenica 15 luglio 2018

Un altro libro: La prossima vittima /Another book: La prossima vittima

Eh sì, è bello annunciarvelo, perché ogni volta è una gran soddisfazione: ho partorito il mio ultimo libro, un'altra storia per studenti stranieri che vogliono imparare l'italiano, ma anche per italiani che vogliono semplicemente passare delle ore in compagnia di un mistero da risolvere. In attesa della versione cartacea (manca pochissimo), vi faccio presente che per questa settimana l'ebook costerà solo 99 centesimi! 
Cliccate qui per ordinarlo su amazon  😃

 Cliccate qui per ordinarlo su amazon

La vita noiosa di Sofia viene sconvolta improvvisamente dal ritrovamento di una chiavetta USB sull'autobus che la porta a casa. Chi è il proprietario della chiavetta USB e cosa nasconde? Riuscirà Sofia ad uscire dall'incubo in cui è finita?

venerdì 2 gennaio 2015

Maupassant, politica e 2015

Siamo nel nuovo anno, il 2015. 
15: il mio numero preferito, l'età che aspettavo con impazienza parossistica, la metà di ogni mese, il suo doppio per il voto universitario perfetto, il giorno in cui è nato ciò che ho di più caro.
Ho iniziato il nuovo anno vincendo e oggi c'è il sole. Bene. Peccato per la forma fisica tutt'altro che perfetta, ma sorvoliamo, c'è di peggio.
Fortuna i libri! E allora, guardando quegli individui politici dalla condotta alquanto discutibile che vagano qua e là facendo danni, non ho potuto fare a meno di riflettere sulle parole trovate nel racconto L'Horlà di Guy De Maupassant,  parole scritte alla fine del 1800 ma valide ancor oggi per tutti i popoli e le classi politiche del nostro povero Pianeta:

"...Festa della Repubblica. Ho passeggiato per le strade. I petardi e le bandiere mi divertivano come un ragazzo. Eppure è veramente idiota essere felici a data fissa, per decreto governativo. Il popolo è uno stupido gregge, ora scioccamente paziente, ora ferocemente ribelle. Gli dicono: "Divertiti". E si diverte. Gli dicono: "Vai a combattere col tuo vicino". E va a combattere. Gli dicono: Vota per l'Imperatore". E vota per l'Imperatore. Poi gli dicono: "Vota per la Repubblica". E vota per la Repubblica.
Anche coloro che dirigono sono sciocchi, soltanto, invece di obbedire ad altri uomini obbediscono ai principi i quali non possono che essere stupidi, sterili e falsi per il fatto stesso che sono principi, ovvero idee considerate sicure e immutabili in un mondo in cui non s'è certi di nulla..."

lunedì 12 agosto 2013

Secondo racconto in cammino

Iniziato il secondo racconto della raccolta! Già, perché voglio farne una raccolta. Ciò non mi vieta, però, di partecipare a qualche concorso e presentarne uno per vedere quale effetto possa avere su una giuria di lettori.
E' dura tornare a scrivere con l'obiettivo di completare quanto iniziato: la schiena duole, la testa anche e i polsi reclamano riposo. No, scrivere non è una gita in barca con un ombrellino per ripararsi dal sole. Chi lo sostiene non sa di cosa parla (come se io dicessi: lavorare la terra è romantico e infonde serenità per via del verde tutt'intorno. Niente di più lontano dalla realtà. Io ci ho provato alcune volte ed è una fatica indicibile, per non parlare degli insetti e del caldo torrido).
Dunque, scrivo. Scrivo per quel bisogno insopprimibile di raccontare o stravolgere ciò che mi circonda. 
Ed ora, miei cari avventori, mi rimetto all'opera e intanto sorseggio una tisana al finocchio... uhm... deliziosa. 
Ah, ho finito i dolci, se passate di qua portate del gelato!

sabato 10 agosto 2013

Evvai!


Bollettino aggiornato degli scrittori: 
HO TERMINATO IL MIO RACCONTO BREVE! 
"I feeeel good
I knew that I would, now..."

C'è oceano e Oceano

A distanza di quasi vent'anni anni ho ripreso tra le mani Oceano Mare, il romanzo di Baricco che lasciai a metà perché ritenuto da me insensato e stucchevole. Per quale motivo? Semplice: nel passato, i romanzi li fagocitavo e, quando non mi catturavano dalle prime pagine, troppo presa dal male di vivere, io attingevo da essi solo veleno. 
Ora è diverso. Ora leggo soppesando parole, atmosfere, strutture, vissuto.
Mi auguro, quindi, di rivalutare questo romanzo che, a dir la verità (pur non avendo lasciato in me ricordi consci di personaggi e situazioni, giuro) ha influenzato però un mio racconto del 2000! Incredibile. E me ne sono accorta solo questa mattina!
Continuando ad esser sinceri, un altro benefico effetto ha prodotto di già sulla mia svogliata ispirazione: mi ha fatto proseguire un racconto iniziato alcuni mesi fa e che spero di terminare tra oggi e domani. 
Fosse solo per questo: Baricco mio, ti benedico!

domenica 21 aprile 2013

Felini, ortotteri e pecore


Sono in locanda e penso agli imperscrutabili misteri dell'esistenza: chi ha creato l'universo? Dio esiste? E c'è vita dopo la morte, ma soprattutto, come mai la sindrome da personalità multipla sta investendo un gruppo ristretto (ma ben nutrito) di individui nel centro di Roma? 

Sorseggiando del tè, trovo risposte illuminanti ai primi tre interrogativi ma, giunta al quarto, non riuscendo a reperire una spiegazione che appaia quantomeno plausibile, decido di andarmene a letto. Ed è a quel punto che BonTon comincia a ringhiare.
- BonTon, che ti prende? - le dico.
Un istante dopo, tre colpi al portone mi fanno sobbalzare.
Guardo dalla finestra e vedo un uomo vestito in doppiopetto scuro. Il viso è coperto da una mano, sembra che l'uomo si stia strofinando la fronte -una fronte piuttosto alta, vista la chierica sfavillante sotto il riverbero della luna- nell'altra ha un mezzo sigaro. 
- Chi è?
- Mi faccia entrare, la prego! Ho bisogno di un whisky, di qualcosa di forte, insomma.
Trovo il soggetto davvero provato, così il mio lato compassionevole lo invita ad entrare.
- Una cosa soltanto: spenga quel sigaro. Lo trovo ributtante. - gli faccio.
A malincuore lo spegne e poi si butta sul divano. 
- Non ho whisky, le va bene un po' di cherry?
A malincuore accetta il liquore di ciliegie.
Poi comincia a farfugliare frasi del tipo: "evviva, ce l'abbiamo fatta", "mi dimetto... o no?", "abbiamo salvato il Paese".
Ed è allora che ho un'illuminazione:
- Ma lei non è per caso quel famoso zoologo che voleva smacchiare i giaguari?
- Già, sì, proprio io! Sa, io davvero volevo smacchiarli però, non so come, ho confuso la candeggina con l'ammorbidente, perciò le macchie sono rimaste e il giaguaro è diventato ancora più bello... e pure profumato. A quel punto come potevo dargli addosso? Lei capisce...
- No, veramente no. In compenso poteva rifarsi con gli ortotteri.
- Oh no, la prego, ho provato a studiare grilli -e cavallette- ma quando poi me li sono trovati davanti con la possibilità di averli davvero al mio fianco,  ho avuto un tale ribrezzo che ho deciso di buttarmi sui mammiferi. Io ho una terribile fobia degli insetti, lo sa?
- Ne ho avuto il sentore... beh, senta, signor zoologo, raccatti il suo mozzicone e se lo porti via con la sua puzza. E' tardi e voglio andare a letto.
- Tardi, dice?
- Sì, soprattutto per lei. A quest'ora le pecore sono a nanna già da un pezzo. 

sabato 14 luglio 2012

Distanze

- Vedrai, tutto cambierà?
- Che cosa cambierà?
- La nostra vita, e compreremo una casa qui in collina.
- Ma io non voglio una casa qui, la voglio vicino al mare, svegliarmi la mattina e vedere l'azzurro che si muove, la spuma bianca, l'argento dei riflessi in superficie, l'oro rosso del tramonto...
- Il mare non mi attira, no, se vuoi facciamo una casa all'estero e dove vuoi tu...
- Che sogno sarebbe vivere all'estero!
- Ma mica per viverci viverci! Una casa è bella qui, non c'è un posto più stupendo di questo! ...Una casa solo per starci quando ne abbiamo voglia, quando io sono fuori per lavoro e tu magari hai voglia di cambiare aria.
- Ah... prenderemo un cane, vero?
- I cani piacciono anche a me, lo sai, ma tutti quei peli dopo un po' rompono... e poi ti comprerò una macchina, una macchina splendida!
- Ne voglio una piccola col cambio automatico...
- E che te ne fai di una macchina piccola? Te ne faccio una grande e spaziosa, che possiamo guidare tutti e due.

Lei lo guardò e capì che tutto era cambiato già da un pezzo.