Visualizzazione post con etichetta Musica e parole. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Musica e parole. Mostra tutti i post

sabato 11 novembre 2017

Mi sono innamorato di te...



Mi sono innamorato di te
perché
non avevo niente da fare
il giorno
volevo qualcuno da incontrare
la notte
volevo qualcosa da sognare.

Mi sono innamorato di te
perché
non potevo più stare solo
il giorno
volevo parlare dei miei sogni
la notte
parlare d'amore.

Ed ora
che avrei mille cose da fare
io sento i miei sogni svanire
ma non so più pensare
a nient'altro che a te.

Mi sono innamorato di te
e adesso
non so neppur io cosa fare
il giorno
mi pento d'averti incontrata
la notte
ti vengo a cercare.

martedì 22 settembre 2015

Tiziano Ferro ed io: dialoghi mattutini


"Tiziano, sapessi, ho passato una nottataccia... che dici, ce la faccio a ritrovare un aspetto decente?"
"No no no -no- no no no no..."

"Va bene, non subito, ma dopo una doccia e un bel make up tornerò bellissima! ... Oh, Tiziano, sto parlando con te!"
"Solo che pensavo a quanto è inutile farneticare..."

"Ok, resto un cesso, però consolami, dammi almeno un abbraccio!"
"Togli le tue mani calde..."

"E allora che devo fare?"
"Ti permetto di sognare..."

venerdì 1 novembre 2013

Ti voglio semplicemente così come sei

E' bello quando l'amore non chiede all'altro di cambiare ma lo accetta così com'è, nei suoi silenzi, malumori, scarico di conversazioni intelligenti. E' bello, auspicabile, non sempre fattibile.
Quindi lascio che Barry White me lo ricordi con questa sua intramontabile canzone... (grazie, Lena, per avermela riportata alla memoria).





domenica 20 novembre 2011

I'm like Jagger and a candyman

Insomma, basta con la tristezza, la malinconia e la staticità! Ho parlato, mi sono sfogata, ho chiarito, ho pianto, ho sorriso e ora canto! Sì, canzoni gioiose, allegre, dal ritmo incalzante e travolgente.
Quelle dei Maroon 5 e di Christina Aguilera (nella sua versione pin-up anni '50). Se le ascolterete, mi darete ragione da vendere. Inoltre i tizi in questione deliziano anche lo sguardo... e non è poco!
Splendida settimana to everybody... "I got the moooooooves like Jagger..."


domenica 6 novembre 2011

Quando la malinconia si libra nell'aria...


Ho sentito che
hai trovato una ragazza
e adesso
sei sposato

ho sentito che i tuoi sogni si sono avverati
credo che lei ti abbia dato cose
che io non ti ho dato



Vecchio amico
perchè sei così timido
non è come trattenersi
o nascondersi dalla luce

Odio saltarmene fuori
quando non sono invitata
ma non potevo stare lontano

non ho potuto farne a meno
Speravo che avresti visto la mia faccia

e ti saresti ricordato
che per me non è finita!



Rit:
Non ti preoccupare
troverò qualcuno come te
Ti auguro solo il meglio
anche per te
non dimenticarmi
ti prego
ricordo che hai detto
"A volte l’amore dura
ma a volte, invece, fa male

a volte l’amore dura
ma a volte, invece, fa male...

martedì 30 novembre 2010

Se rinasco divento violino, sassofono, pianoforte...

Ah la musica, la musica che inchioda, strazia, spiazza, esalta, sommuove e commuove!
Beh, questa ho avuto modo di ascoltare oggi a scuola: c’è stata, infatti, una lezione-concerto tenuta da un professore esterno, alquanto arguto e coinvolgente, che ha guidato un’orchestra di 20 elementi, tra accenni di ballo, battute verbali e a tempo di musica con mani e piedi.
Il tema è stato il ritmo che, coinvolgendo i sensi, ci porta a muoverci, a danzare.
Siamo partiti dal ritmo puro delle percussioni, per poi passare a quello della musica rinascimentale, ai ritmi più recenti delle ballate dell’area baltica, francese, alle danze irlandesi fino a quelle degli stati americani e poi… e poi sono dovuta andar via: le mie ore erano finite e il dovere mi chiamava altrove.
Ma sono felice, pienamente appagata che almeno per un po’ il tempo si sia fermato e che la melodia abbia inebriato corpo e anima grazie a quell’afflato magico che solo le note sanno produrre in modo tanto immediato e travolgente.

sabato 16 ottobre 2010

Il futuro è rosa?

Stavo guardando lo spot di Calzedonia, dove sulle tenere immagini di donne, si snoda una dolce melodia senza aggiunta di parole.
La melodia è la stessa dell'anno scorso, ma le parole si sono dissolte.
Vi ricordate quali erano nella vecchia versione?
Se non le rammentate, ve le rievoco io:

"Sorelle d'Italia
L'Italia s'è desta,
Dell'elmo di Scipio
S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma Iddio la creò."

Ora io mi domando: perché all'improvviso Calzedonia abbia deciso di ometterle?
Forse che l'Inno di Mameli avrebbe potuto "disturbare" le eventuali acquirenti dall'orgoglio "padano", viste le sempre più frequenti bieche intolleranze e faziosità di un'Italia del Nord verso una parte del Paese (Centro e Sud)?

Forse no.
Ma il dubbio continuerà a sostare nella mia mente.
Qui accanto trovate il video nella versione che preferivo.

sabato 29 maggio 2010

Chi vince prende tutto

Ci sono giorni in brughiera dove alle distese di erica gradirei di gran lunga l’immensità del mare, quell’azzurro che ti stordisce fino a sopraffarti.
Poi i pensieri si posano sulla spuma bianca delle onde rincorrendo i gabbiani, il cuore illanguidisce e gli occhi cominciano a stillare lacrime: chi vince prende tutto… e con la stessa potenza scenica di Meryl Streep vorrei lasciarmi rincorrere dall’amore.
Qui accanto potete vedere e ascoltare ciò che oggi mi sconvolge l’anima.
The winner takes it all
I don't wanna talk
about the things we've gone through
though it's hurting me
now it's history
I've played all my cards
and that's what you've done too
nothing more to say
no more ace to play


The winner takes it all
the loser standing small
beside the victory
that's her destiny
I was in your arms
thinking I belonged there
I figured it made sense
building me a fence
building me a home
thinking I'd be strong there
but I was a fool
playing by the rules


The gods may throw a dice
their minds as cold as ice
and someone way down here
loses someone dear
The winner takes it all
the loser has to fall
it's simple and it's plain
why should I complain.


But tell me does she kiss
like I used to kiss you?
Does it feel the same
when she calls your name?
Somewhere deep inside
you must know I miss you
but what can I say
rules must be obeyed


The judges will decide
the likes of me abide
spectators of the show
always staying low
The game is on again
a lover or a friend
a big thing or a small
The winner takes it all


I don't wanna talk
if it makes you feel sad
and I understand
you've come to shake my hand
I apologize
if it makes you feel bad
seeing me so tense
no self-confidence
but you see


The winner takes it all
The winner takes it all...


The game is on again
a lover or a friend
a big thing or a small
The winner takes it all...


The winner takes it all.


Chi Vince Prende Tutto

Non voglio parlare
di quello che abbiamo passato
sebbene mi ferisca
adesso è storia
Ho giocato tutte le mie carte
ed è quello che hai fatto anche tu
non c'è più niente da dire
nessun asso da giocare ancora


Chi vince prende tutto
chi perde si sente una nullità
vicino alla vittoria
questo è il suo destino


Ero tra le tue braccia
pensando di appartenerti
credevo avesse un senso
costruirmi un recinto
costruirmi una casa
pensando di essere al sicuro
ma sono stata una sciocca
a giocare rispettando le regole


Gli dei tirano i dadi
a mente fredda
mentre c'è chi quaggiù
perde qualcuno di molto caro
Il vincitore prende tutto
chi perde deve cadere
è semplice e chiaro
perché dovrei lamentarmi.


Ma dimmi, lei ti bacia
come ero solita fare io?
Si sente la stessa cosa
quando lei ti chiama per nome?
Da qualche parte nel profondo
dovrai pur sentire che ti manco
ma cosa posso dire
le regole vanno rispettate


I giudici decideranno
Quelli come me sopportano
Gli spettatori dello show
Restano in platea a guardare
il gioco continua
amante o amico
tanto o poco
Chi vince prende tutto


Non voglio parlarne
Se questo ti rattrista
E posso capireche tu sia venuto a stringermi la mano
ti chiedo scusa
se ti rattrista
vedermi così tesa
e sfiduciata
ma vedi


il vincitore prende tutto
il vincitore prende tutto..
il gioco continua
amante o amico
tanto o poco
Chi vince prende tutto...
Chi vince prende tutto.

domenica 23 maggio 2010

Le déjeuner... in brughiera

Finalmente un po' di sole in brughiera, anche se fa capolino a minuti alterni, nascondendosi dentro strati di nuvole pezzate come mucche di razza Burlina.
Di buon mattino ho spalancato le finestre, le porte e, sotto alcuni ombrelloni, ho messo i tavoli all'aperto, con sgabelli, sdraio e mucchi di libri.
I bruchi sembravano gradire la ruvidezza della carta esposta al vento e vi strisciavano sopra beati, le formiche -neanche a dirlo- vi passavano sopra in fila indiana con la speranza di qualche vettovaglia.
E gli avventori non si sono fatti attendere: mi hanno supplicato di portare loro i miei famosi scones, con teiere sbuffanti di aromi all'arancio e al bergamotto.
Li ho accontentati e in sottofondo ho messo le sonorità anni '30-'40 dell'incomparabile Django Reinhardt.
Ci siamo rilassati tutti e perfino BonTon, per una volta, ha abbandonato propositi mangerecci, adagiandosi mollemente col pancino al sole.

Estate mia: quanto ti ho aspettata!

domenica 13 dicembre 2009

So... not lonely

Dunque, ieri sera ho lasciato la locanda per un paio d’ore e mi sono recata a teatro: c’era il concerto di Natale dei Pueri Cantores.
I cori mi hanno sempre affascinata, anche perché fino ai 18 anni facevo parte anch’io di un coro (della parrocchia, ma cercavamo di fare pezzi di un certo livello, liturgie in latino e così via).
Al mio arrivo la piazza era gremita di macchine e persone, nonostante il gelo.
Sono entrata in teatro, ho fatto il biglietto e mi sono incamminata verso il palchetto tra gli effluvi di lacche e profumi di alcune signore attempate.
Mi sono accomodata immaginando che da lì a poco avrei ascoltato melodie esclusivamente natalizie (cosa che non mi faceva esattamente tremare le vene ai polsi)… e invece, quanto mi sbagliavo!
Dopo un “Oh happy day”, è stato tutto un tripudio di “Walk of life” dei Dire Straits, “Super trouper” e “Mamma mia” degli Abba, “Everybody needs somebody” dei Blues Brothers e poi “I still haven’t found what I’m looking for”, “Stay” e “With or without you” degli U2.
Ma la canzone che mi ha mandata in delirio è stata “So lonely” dei Police.
La cosa buffa è che io non amo (diciamo pure che detesto “leggermente”) i Police, ma questa canzone è stata cantata da un ragazzino di 8 anni che incalzato dalla band alle sue spalle si è trasformato in uno Sting in erba, saltando sul palco e urlando con voce roca il ritornello “So lonely, so lonely, so lonelyyy!...”.
Un tripudio! Per poco non venivano giù i palchetti per il fervore degli astanti.
Alla fine dello spettacolo tutti abbiamo chiesto il BIS spellandoci le mani per gli applausi e urlando: - So lone-ly, So lone-ly…”. Quando il bambino è apparso per la sua seconda performance siamo scattati in piedi, cantando e battendo le mani come ragazzini!

Cosa volete che vi dica… questo è il potere della musica e dell’innocenza.

mercoledì 15 luglio 2009

Ritmi e prose sincopate

Ieri, approfittando della serata mite, rinfrescata appena da folate di vento improvvise, mi sono spinta al di là della brughiera, fino a raggiungere il gazebo di Mr. Jazz (noi lo chiamiamo così). Il gazebo è all’interno del giardino, sul retro del suo cottage.
Ho preso posto nell’ultima fila di sedie disposte a semicerchio, poi Mr. Jazz mi è venuto incontro e mi ha accompagnata in prima fila, affinché potessi gustare pienamente le melodie sincopate non previste per la serata. Sì, avete letto bene, non previste, perché nel jazz (spesso) non si segue una scaletta: i musicisti si consultano, si lasciano andare alle sensazioni del momento, improvvisano variazioni, scelgono un autore testando gli umori degli ascoltatori.
Alcuni miei avventori li ho ritrovati lì, tra il pubblico che arrivava in gruppi sempre più folti.
Il brusio si è spento quando il sassofonista del quartetto ha invaso la brughiera con le note di “Summertime” di George Gershwin, poi è stata tutta un’esplosione di free jazz, di swing e di fusion.

Mentre ascoltavo “Fly me to the moon” di Bart Howard, resa celeberrima dall’immenso Frank Sinatra ho pensato quanto fossi fortunata nell’essere lì e in quell’istante in quel minuscolo spazio dell’universo e che la felicità non ha davvero a che fare con il possedere le cose, ma nel godere della geniale creatività di alcuni uomini speciali.

Ci siamo salutati con “Cantaloupe Island” di Herbie Hancock, e io avrei voluto che quella serata non avesse mai fine.
Complimentandomi con i musicisti al termine della session, li ho invitati alla mia locanda per un’altra serata di musica… e parole. Sì, perché per me ogni melodia ha un corrispettivo letterario: il free jazz mi richiama alla mente Salinger e Kerouac per le loro prose smozzicate, imprevedibili, irruenti, nuove e spiazzanti, proprio come il jazz.
I linguaggi cambiano ma il “sentire” è identico.

Guidai io attraverso la Carolina del Sud e oltre Macon, in Georgia, mentre Dean, Marylou e Ed dormivano. Tutto solo nella notte mi lasciai andare ai miei pensieri e mantenni la macchina sulla linea bianca nella benedetta strada. Che facevo? Dove andavo? L’avrei scoperto presto. Dopo Macon mi sentii stanco come un cane e svegliai Dean perché riprendesse il volante.
Uscimmo dalla macchina per prendere un po’ d’aria e improvvisamente tutti e due ci bloccammo per la gioia scoprendo che tutto attorno a noi nel buio c’era fragrante erba verde e odore di letame fresco e acque calde. «Siamo nel Sud! Ci siamo lasciati dietro l’inverno!»
…”
(tratto da "Sulla strada" di Jack Kerouac).