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mercoledì 31 luglio 2019

Vita, che fai? Ti sorprendo!


Sono seduta in locanda col desiderio di andar fuori, ma braccata dal calore, e il restar dentro, ma incatenata alla tediosa immobilità. 
Ormai da troppo tempo, mal sopporto le catene. 
A maggior ragione adesso, dopo essere stata a Catania, nell'isola di Ortigia e a Ragusa e dintorni; dopo essere capitata a Scicli nel bel mezzo delle riprese di Montalbano; dopo che Luca Zingaretti (verso cui nutro una venerazione sconsiderata) si è avvicinato, ha appoggiato il SUO dito sul MIO smartphone per scattare un selfie (foto che io, inutile dirlo, conservo come una reliquia); dopo che mi sono fiondata a Punta Secca e ho visto e toccato la casa del commissario Montalbano; fatto il bagno nel mare antistante; aver visto il ristorantino celeste e giallo di Enzo a Mare dove il commissario si gode il suo spaghettino con le vongole.
E poi, finalmente, dopo due anni sono tornata a Bologna, dove ho trascorso cinque giorni MERAVIGLIOSI con la mia amica del cuore di sempre.
Non posso lamentarmi: questa prima parte dell'estate è stata un dono.
E, in realtà, per quanto riguarda la scrittura si è presentata anche un'altra bella opportunità (e che solo qualche mese fa non avrei mai neppure immaginato). Ma è prematuro parlarne, perciò attendo solo fiduciosa.
Ora devo solo focalizzarmi sul prossimo libro ed essere prolifica quanto lo sono stata lo scorso anno. 
Le idee, però, non mancano mai. E questo non ha davvero prezzo.
Bene, ora vado a riordinare la locanda, cucinare le lenticchie e poi mi rimetto all'opera... la scrittura mi reclama a gran voce!
Vi abbraccio tutti. E scrivetemi, sono felice di risentirvi, avventori miei.


lunedì 17 dicembre 2018

OUCH!

Mi sveglio e... OUCH, brughiera innevata. Il comune dirama il comunicato: scuole chiuse. Di uscirne non ci penso nemmeno. Spero non capiti qualcosa di impellente che mi obblighi a farlo.
Il brutto arriverà domani, con la neve sciolta o il ghiaccio, le scuole aperte (molto probabilmente) e la mia macchina incastrata sulla strada della locanda. Che cosa farò?
Ma domani è un altro giorno. 
Vivo il presente col sorriso (congelato) sul viso.

martedì 11 dicembre 2018

Non provate a fermarmi

La vostra locandiera ha un tumulto dentro e sa che non può stare a guardare che qualcosa accada. Dovrà darsi da fare, e di brutto anche. Lavorare sì, ma ritagliarsi anche del tempo per se stessa affinché non prosciughi forze ed energie. Dio solo sa se ha bisogno di tutta l'energia interiore, ma anche cosmica, per strapparsi di dosso completamente quel vecchio sé stantio e troppo prudente.

I tempi sono maturi per il grande passo?
Non ancora, ma la svolta è sempre più vicina.
La locandiera lo sa, ed è proprio per questa ragione che gira per la brughiera con la bava alla bocca.
Se vi capiterà di incrociarla, lasciatela andare per la sua strada. Potrebbe mordervi.

mercoledì 21 novembre 2018

Di nuovo sulla strada / On the road again

Di nuovo in carreggiata, di nuovo a cercare conoscenze attraverso libri e corsi (perché le competenze non sono mai troppe e neppure le esperienze), di nuovo a riprendere le fila dei miei progetti all'apparenza diversi, ma riconducibili a un'unica matrice.
Oggi pomeriggio ho un incontro fuori dalla locanda e desidero saperne di più. Auguratemi il meglio, perché la vostra locandiera ha fame di novità e condivisione.
Vi abbraccio tutti.

sabato 10 febbraio 2018

Lo sterco non ha colore


Avrei voluto parlare prima degli ultimi eventi di Macerata e provincia: dell'orrore di un omicidio efferato e del razzismo armato, criminale e imbecille che ci ha avvolti nelle ultime due settimane, ma ero stanca di parlare di escrementi, di qualunque colore. Perché lo schifo non ha colore, non ha nazionalità, non ha appartenenze religiose o orientamento sessuale. 

Lo schifo, il male, l'orrore -così come il bene e l'amore- non appartengono ad etnie ma ad individui SINGOLI che volontariamente SCELGONO di volta in volta il male o il bene. 

Ora però ho deciso di farlo. Ora che la grande manifestazione a Macerata si è svolta in modo pacifico e non violento. 
Un segnale forte, positivo contro ogni fascismo insensato: perché siamo tutti uguali. 
TUTTI.

giovedì 3 novembre 2016

Scossa in tutti i sensi

Allora, dopo la scossa 4.8 dell'una e venticinque mi pare, mi sono riaddormentata (sempre in macchina) e ho sognato... David Bowie con i suoi perfetti capelli platino-argento. Eravamo in un parco immenso e c'erano tante sedie verso un palco basso, discreto. L'artista non c'era e alcuni spettatori eleganti incitavano l'uscita per l'esibizione schioccando le dita come in Blue Jean e ho pensato: "Oh, beh di tempo avanti a me ne è rimasto ben poco. Sono alla frutta e io mi trovo vicino all'ultima portata."

giovedì 25 agosto 2016

Scrittura terapeutica / Therapeutic writing

Ieri sera, con alcuni avventori (fuori dalla locanda a causa del terremoto, nelle tende) si è parlato di “scrittura terapeutica” che a mio parere, e a quello di tre avventori su cinque, non deve essere la trasposizione su carta (o computer) di eventi traumatici autobiografici ma, al contrario, la creazione di mondi e vissuti mai sperimentati dall’autore, in modo tale che questi possa essere chiunque desideri senza l’assillo ingombrante della realtà poco allettante che lo circonda (soprattutto oggi).
Perciò, visto che siamo alla fine di agosto, tutto sta per ricominciare e il desiderio di evadere dalla realtà almeno con i pensieri diventa più prepotente che mai, vi invito a buttarvi in una piccola avventura: dovrete sviluppare una storia (la lunghezza la decidete voi) in modo coerente con l’incipit e il finale che IO vi indicherò. 

INCIPIT: Guardò la sveglia. Erano solo le 2.40 del mattino. Chi poteva chiamarla a quell’ora?

FINALE:  Buttò via la chiave e si allontanò sotto la pioggia.

Tutto chiaro? E allora, chi di voi accetta la sfida?


Last night, with some patrons (outside the inn because of earthquake, in the tents) I talked about "therapeutic writing" which, in my opinion, and in the opinion of three out of the five patrons, shouldn’t just be a transfer to paper (or computer) of personal traumatic events but, on the contrary, should be a creation of worlds and experiences not actually experienced by the author, so he can be whoever he wants to be, separate from reality (above all today).
Therefore, since we are at the end of August, everything is about to start and the desire to escape from reality at least in our thoughts becomes more imperative than ever, I invite you to throw yourself into a little adventure : you'll have to develop a story (you can decide the length) in a manner consistent with the starting point and the ending that I will give you.

THE INCIPIT : He looked at the alarm clock . It was only 2:40 in the morning. Who could call at this hour?

THE ENDING: He threw away the key and walked away in the rain.

All clear? So, do you accept the challenge?

martedì 2 agosto 2016

Il fresco può essere una piacevole sorpresa / Fresh air can be an amazing surprise

Che meravigliosa sorpresa!
Questa mattina ho aperto la porta per andare a fare una passeggiata con BonTon e un fresco zefiro mi ha accarezzato la pelle. Non potevo crederci dopo così tanti giorni bollenti e assolati!
Sì, non mi piace né il freddo dell’inverno né il caldo prolungato dell'estate. Per essere precisi io amo il sole, ma il mio corpo, dopo alcune settimane, comincia a soffrire e a lamentarsi, infatti mi sento stanca e confusa. Un po’ di pioggia, invece, mi dà la forza necessaria per pulire, cucinare, scrivere, leggere, passeggiare  e ridere.


E voi? Miei cari avventori, quale delle due stagioni preferite? Comunque, io vi aspetto sempre sotto gli alberi di tiglio della mia locanda in estate e davanti al mio camino in inverno. Felice agosto a tutti!

What a wonderful surprise!
This morning I opened the door to take BonTon for a walk and a gentle, cool breeze brushed my skin. I couldn’t believe it after so many hot, sunny days!
Yes, I don't like either the cold winter or the prolonged summer heat. More precisely I love the sun but my body, weeks later, usually starts suffering and complaining, in fact I usually feel tired and confused. A little bit of rain, on the other hand, gives me the necessary strength to clean, cook, write, read, walk and to laugh.

And you? My dear patrons, which of the two seasons do you prefer? Anyway, I always wait for you under the linden trees of my inn in summer and in front of my fireplace in winter. Happy August to everybody!

domenica 10 maggio 2015

Altrove, se stessi

Sono le sei del mattino, dalla finestra i raggi del sole tra le nuvole mi distendono i pensieri, le ansie, i propositi, le certezze. 
Oggi, in cui ogni mamma (im)perfetta viene celebrata, voglio iniziare ad amarmi più di quanto non abbia mai fatto nella mia intera esistenza.
Fra pochi minuti indosserò la tuta e mi perderò nella brughiera: camminare, respirare, correre e respirare ancora, poi, all'ombra della Croce distenderò anche la mia anima. 
Dunque, buona vita a tutti voi, miei cari avventori. Se passate per la locanda servitevi pure delle tisane, ce n'è una vasta scelta, in quanto a me, non aspettatemi: oggi sono altrove.