Likkui chama *
6 ore fa
“Quando il ricco rapina il povero si chiamano affari, quando
il povero reagisce si chiama violenza”. Ecco, questa frase racchiude tutto, ed anche se non sembra
inerente al 25 aprile, lo è. Perché la sopraffazione dei potenti (sempre
ricchi) è da sempre l'arma usata per ledere la dignità e la libertà dei popoli
(sempre poveri). Siamo stati liberati dal fascismo un tempo, ma è tutta una
grande illusione: i fascisti sono ovunque ed è fascista chiunque si ritenga
superiore a un altro essere umano e, in virtù di questo, si muova in tutti i
modi per annientarlo. Il fascismo non è un retaggio del passato, è l'odio che
sento uscire dalle bocche per strada e nei commenti che leggo sui social, ogni
giorno.
Nelle ultime ore ho letto che la foto di Aylan è stata scattata ad hoc per smuovere l'opinione pubblica e quindi (quasi) tutti, in perfetto stile "gregge di pecore", ha cominciato a pubblicare la foto incriminata, proclamando immoralità e bla bla bla, perché lo ha sentito da qualche salomone in tv.
So a cosa hanno pensato subito molti di voi leggendo il titolo di questo post: l'ISIS, gli immigrati. Eh no, sbagliato. Mi riferisco a tutti quegli esseri che vivendo nell'ignoranza più profonda o credendo a qualunque foto e sproloquio sul web o in tv (sostando non più di qualche secondo sul titolo dell'articolo o sulla didascalia) non sono altro che i prosecutori di quegli aguzzini che hanno perpetrato le più orribili nefandezze durante la seconda guerra mondiale.
Qualche giorno fa leggevo "Codice della vita italiana" di Prezzolini e ho preso ancor più coscienza dei "vezzi" che ci appartengono e, di sicuro, non ci fanno onore. Nulla è cambiato, anzi, era così allora ed è ancor più vero adesso. Vi lascio qualche stralcio, e ditemi voi se il grande Prezzolini non avesse ragione da vendere:
Ovunque leggo della strage di migranti avvenuta all'alba a Lampedusa e mi chiedo che cosa renda questa ennesima tragedia diversa dalle altre. Forse che le fiamme divampate sul barcone abbiano scosso di più le nostre coscienze? Forse sono le lacrime dei soccorritori a intenerirci? Forse è la parola "Vergogna!" del Papa a schiaffeggiarci per risvegliarci dal torpore? Non so... ma penso solo che sono anni, anni e ancora anni che sulle nostre coste muoiono uomini, donne (anche incinte) e bambini, muoiono al mondo, alle nostre coscienze, muoiono su gocce di inchiostro e immagini fugaci alla TV, tra il servizio di un "condannato" e quello di una showgirl a nozze. E c'è chi lucra e continuerà a lucrare su questi cadaveri. E nulla cambia. E c'è chi continuerà a gioirne. Mostri e greggi di pecore. 
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