martedì 1 marzo 2011

Kinsella: la regina dei best sellers

Da non crederci, io che leggo Sophie Kinsella! Io che l’ho sempre evitata accuratamente perché le letture frivole non sono esattamente il mio pane quotidiano! E invece (come dicevo diversi post fa) ho deciso di leggere un suo romanzo per farmi una “cultura”, visto che mi sto cimentando in un romanzo che parla dei rapporti fra i sessi in maniera ironica.
E dunque? E dunque è stato un successone!
Ho letto “La regina della casa” e ne sono rimasta letteralmente affascinata: oddio quanto ho riso, ma anche riflettuto perché l’autrice mi ha sbattuto in faccia con surreale comicità quanto siamo imbecilli a restare attaccati ad un palmare mentre la vita ci scorre intorno, a quanto sia assurdo correre freneticamente dietro ad un traguardo fatto di prestigio e denaro ma senza sentimenti, tempo libero, vero sesso e vero amore!
Così adesso, totalmente sedotta, sono passata a un altro suo romanzo: “I love shopping in bianco” (titolo italiano francamente semplicistico ma immediatamente identificabile come opera “Kinselliana”… lasciatemi passare il neologismo)!
L’ho iniziato ieri sera e sono già a pagina 116.
Che dite, vi sembro un tantino entusiasta?

venerdì 25 febbraio 2011

Inno alla stupidità



Chi non conosce la verità è uno sciocco,
ma chi, conoscendola, la chiama bugia,
è un delinquente.
(... mi ricorda tanto "qualcosa")
Bertolt Brecht


Ci sono scemenze ben presentate
come ci sono scemi ben vestiti.
(... tanti, troppi ben vestiti)
Nicolas de Chamfort


La differenza tra un genio e uno stupido
è che il genio ha dei limiti.
(... senza parole)
Anonimo


Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci.
I restanti sono capaci di tutto.
(... lo stiamo vedendo proprio in questi giorni)
Boris Makaresko


Un cretino è un cretino.
Due cretini sono due cretini.
Diecimila cretini sono un partito politico.
(... anche meno di diecimila)
Franz Kafka


In politica la stupidità non è un handicap
(... ce ne siamo accorti)
Napoleone I

martedì 22 febbraio 2011

Elogio della lentezza

Ho rallentato i miei tempi: in locanda, in brughiera.
Il mio corpo e la mia mente hanno detto: "Basta! Lascia che il mondo se la cavi da solo, qualcun altro se ne occuperà per te."
Ed è vero: non sono indispensabile. Domani sorgerà di nuovo il sole e lo farà a prescindere da me, se da oggi non scrivessi più una sola sillaba nessun potenziale lettore si fustigherebbe, se superassi l'esame FCE nessun lavoro mi attenderebbe impaziente, se non riuscissi a scrivere quell'articolo nessun direttore si strapperebbe le vesti.
E allora tanto vale che mi riappropri del tempo. Posso lavorare, leggere, scrivere, studiare, ma con la calma che invece mi sono negata per troppo tempo. E, soprattutto, basta con le domeniche piene di lavoro al PC, impegni, favori da fare. Non chiedo che qualcuno faccia qualcosa per me, ma almeno che mi lascino fare ciò che mi fa star bene, ciò di cui ho bisogno.

Passeggio spesso per la brughiera in queste ultime due settimane. Sentire il freddo, il caldo, il vento e la stanchezza mi rigenera. E' uno dei modi per dire alla vita che l'amo... finché ne avrò.

mercoledì 16 febbraio 2011

Ma "quelli" hanno mai letto questi versi?


E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.
Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano gioco balordo degli incontri
e degli inviti
fino a farne una stucchevole estranea.

Konstantinos Kavafis

martedì 15 febbraio 2011

Sì, sono una donna faziosa!

Domenica mattina ho lasciato la locanda e sono andata al mare. Arrivata a ridosso della spiaggia, ho iniziato a correre fino alla battigia. Il mare era uno specchio grigio-celeste immobile, senza la minima increspatura... pagherei oro per vederlo così in estate. Ho immerso le mani nell'acqua: era gelida e pura. Ho respirato la salsedine e ho cominciato a camminare lambendo l'acqua con le scarpe. I gabbiani spezzavano il silenzio con i loro strilli concitati, svolazzando sui frangiflutti.
Non avrei voluto mai più prendere la via del ritorno.
Ma poco dopo essere tornata in locanda, ne sono uscita nuovamente: mi aspettava la Giornata di Mobilitazione Nazionale "Se non ora, quando?". Pensavo che saremmo state tutte donne e in numero esiguo per di più, e invece mi sbagliavo: la piazza si è riempita anche di uomini degni di questo nome. Davanti e intorno a me avevo "sorelle" giovani e meno giovani, donne segnate dalla vita e dalla precarietà, donne intelligenti e donne meno fortunate, ma tutte consapevoli di essere una risorsa insostituibile e vitale per le famiglie, nelle attività di volontariato, sul lavoro.
Tutte noi eravamo in quella piazza per estirpare alla radice l'aberrante idea che dare in pasto il proprio corpo ai potenti di turno sia "cosa buona e giusta"... tanto "così fan tutte".
Eravamo lì non solo per le nostre figlie, nipoti, alunne ma anche come monito per gli uomini di domani, per i futuri padri: "PRENDETE LE DISTANZE DA CERTI MODELLI! POSSIAMO CRESCERE SOLO RISPETTANDOCI RECIPROCAMENTE!".
Perciò, se credere nel valore sacro della dignità e del valore umano, dell'uguaglianza dei sessi e del rispetto reciproco vuol dire essere faziosi, ebbene, allora io lo sono: faziosa, faziosa, faziosa!


lunedì 7 febbraio 2011

Vivi!


Il senso di un giorno
risiede nella vita stessa.
(Sonia Ognibene)

martedì 1 febbraio 2011

E tu, renderai la tua vita un poema di bellezza?

Il romanzo a quattro mani continua. Accumulo stanchezza, accompagnata da euforia e pacatezza. Ho diversi impegni in sospeso ai quali devo ottemperare assolutamente.
Ma le giornate in brughiera sono lunghe e scure in queste ultime settimane: pioggia e fango ovunque e pochi avventori decisi a farmi compagnia nelle ore pomeridiane e serali, a discutere di qualche romanzo, ad assaporare l'incanto di un verso.
A volte mi sento anch'io lo stralcio di una poesia: vago nella memoria di un ricordo lontano o recente, senza colmare il richiamo del cuore e come dice Susanna Tamaro in Ascolta la mia voce, sono "come un viandante che aspetta un autobus seduto a una fermata nel deserto, senza sapere che quella linea è stata soppressa da anni."

Voglio diventare poesia piena, compiuta, non accozzaglia di singoli versi.

sabato 29 gennaio 2011

L'età dell'innocenza... e della falsità


Ora, riandando al suo passato,
vide in quale profondo solco
si fosse sempre lasciato vivere.
Quando uno aveva vissuto facendo il proprio dovere,
c'era un guaio: che non riusciva più a vivere diversamente.

(da L'età dell'innocenza - Edith Wharton)

giovedì 27 gennaio 2011

Historia magistra vitae?

Ho letto i vostri post sull'Olocausto e non ho lasciato neppure un commento. Non ne ho avuto la forza.
Ricordiamo tutti gli anni, e tutti gli anni scordiamo con la stessa velocità che ebrei, albanesi, rumeni, cinesi o uomini di pelle nera sono uguali a noi, hanno il nostro sangue, le nostre emozioni, le nostre stesse paure. Come noi amano, come noi odiano.
Ogni anno ricordiamo, piangiamo per quei corpi scheletrici in bianco e nero e poi siamo pronti a disprezzare quelli che non parlano la nostra lingua... e perfino quelli che parlano la nostra stessa lingua ma con un accento diverso.
Ogni anno penso che nulla sia davvero cambiato.
Dietro la finestra della mia locanda accenderò una candela, chi vuole può portarmi la sua con un commento.
Da lontano saranno un faro per le coscienze addormentate.

lunedì 24 gennaio 2011

Oltre il tempo


Ornami con i tuoi sguardi come sposa,
siano le tue parole mio cibo e mia bevanda,
cullami fino a che il tempo non si fermi
e ci sorprenda addormentati.
Sonia Ognibene

mercoledì 19 gennaio 2011

Best friends are like diamonds

Ho parlato con l'insegnante che tenne un corso base di inglese alcuni anni fa, al quale partecipai con immenso entusiasmo. Ebbene, la cara F. mi ha detto che per me prendere il PET non sarà affatto necessario perché ho un livello d'inglese tale da permettermi di andare direttamente al FCE. Le ho fatto: "Ma sei sicura?", lei mi ha detto di sì e ha aggiunto che, visti i miei impegni giornalieri e l'impossibilità di frequentare i corsi gratuiti preparatori all'esame all'interno dell'università, l'unica cosa da fare è comprare il testo relativo di ultimissima uscita e prepararmi da sola.
Poi si è offerta di aiutarmi con lo speaking, GRATUITAMENTE, in prossimità dell'esame!
Ora io dico: non so se passerò al primo colpo l'esame (ne dubito fortemente), ma sapere che un'insegnante oberata di lavoro e con tre figli piccoli voglia offrirmi il suo tempo prezioso (nonostante mi abbia frequentata solo per 3 mesi) credo sia una dimostrazione di affetto e d'amicizia davvero straordinaria.
Sì, perché è molto più facile fare regali materiali, ma donare il proprio tempo, beh... è qualcosa che riesce davvero a pochi.
Grazie di cuore F.

venerdì 14 gennaio 2011

Casa dolce casa

Ecco la meraviglia in cui vorrei trascorrere il resto della mia vita. Qui, miei cari avventori, ci stareste proprio bene, vi sentireste così coccolati da lasciare fuori tutti i vostri affanni.
Non sarebbe un sogno del tutto impossibile: questa casa infatti, udite-udite, è prefabbricata, è molto resistente (anche al fuoco), viene montata appena in due-tre giorni e costa meno di un appartamento in mattoni!
Se la comprerei? Certo e anche di corsa!
Ma per ora non posso. Ovvio. Nel frattempo delizio almeno i miei occhi e mi accontento di sognare.
E voi, non vi sentite ispirati da una casa come questa?

venerdì 7 gennaio 2011

Verso lunedì e progetti per il nuovo anno

Ho rimesso le decorazioni natalizie, luci, albero e presepe nelle loro scatole. Ho ripulito tutto, anche negli anfratti più nascosti. Sono quasi pronta per lunedì. Mentalmente intendo.
Scrivo, scrivo, scrivo. Fra due giorni il mio tempo sarà di nuovo esiguo, ma quello che ho avuto ho saputo sfruttarlo; sono fiera di me (almeno questa volta).
E adesso veniamo ai progetti per il nuovo anno: finire il romanzo a quattro mani e prepararmi agli esami per ottenere il PET (Preliminary English Test) e il FCE (First Certificate in English). Sì, perché voglio migliorare seriamente il mio livello di conoscenza della lingua inglese anche con un'adeguata certificazione (che non guasta e può aprire nuovi orizzonti lavorativi). Sì, lo so che non ho più vent'anni (e neanche trenta) ma non ho nessuna intenzione di mettere il guinzaglio alla mia curiosità e ai miei sogni.
I WANT MORE!

martedì 4 gennaio 2011

Sono acqua


Sono ruscello intorbidito dal fondo,
pesce guizzante di acqua immota,
schiuma d'onda infranta sugli scogli,
pioggia che asciuga sui vetri lasciando un'orma.

Sonia Ognibene

lunedì 3 gennaio 2011

Un bradipo in brughiera

Ieri notte era l'una e diciotto quando ho messo via il netbook per decidermi a dormire. Non che avessi molto sonno, anche perché con tutte queste feste di avventori in giro per la brughiera non se ne vedono molti e io, non stancandomi, mi "bradipizzo" e basta.
Però la calma di questi giorni lontani dal lavoro e dalle solite incombenze mi sta facendo un mucchio di regali: concentrazione, creatività, ironia e applicazione. E quando mi ricapita?
Sto leggendo altri tre romanzi contemporaneamente (come è mio costume) e non mi sembra vero di poterlo fare anche al mattino se ne sento il bisogno, sì, perché la lettura per me è un bisogno fisico, come mangiare, bere o dormire.
Appena mi sarà possibile vi parlerò anche di qualche romanzo letto in questi ultimi mesi.
Fra un po' esco, però, devo spedire Il segreto di Isabel ai miei "avventori fortunati", poi passerò dalla bottega per fare un po' di provviste e nel pomeriggio mi dedicherò a fare i dolcetti con cioccolata e riso soffiato.
Se passate di qua e avete voglia di addolcirvi e raccontarmi delle vostre giornate io vi aspetto.
E se non state troppo bene ho anche una tisana balsamica miracolosa!
Provare per credere.

venerdì 31 dicembre 2010

Per voi...


Vi lascio un sorriso,
un sorriso che sa di muschio,
di cioccolata calda e zucchero a velo.
Portatelo con voi nel nuovo anno,
vi terrà compagnia quando gli eventi poco lieti
potranno rattristarvi.

Con immensa gratitudine.
Sonia

giovedì 30 dicembre 2010

Romanzo in autogenesi... che sorpresa!

Scrivere questo romanzo a quattro mani mi diverte moltissimo: la protagonista sta assumendo uno spessore che non avevo previsto e anche i personaggi di contorno sembrano appropriarsi autonomamente di uno spazio a loro negato!
Questo dimostra ancora una volta quanto la scrittura si autogeneri nonostante i paletti della trama e della caratterizzazione dei personaggi.

Non trovate pure voi che tutto ciò sia assolutamente elettrizzante?
Torno a scrivere...

martedì 28 dicembre 2010

Chick lit, ma non chiamatemi pollastrella

In locanda oggi sono passate a trovarmi quattro giovani donne dall'abbigliamento molto trendy e dalle calzature glamour nonostante i tacchi tutt'altro che vertiginosi (in brughiera, si sa, le chanel tacco 12 sono bandite).
Mi hanno abbracciata come fossi loro amica da tempo, donandomi una pashmina verde bosco davvero deliziosa!
Tra una tazza di tè e un vassoio di biscottini al burro è venuto fuori se fossi un'appassionata del genere chick lit (cioè di letteratura per "pollastrelle", per ragazze insomma).
Ho risposto che in effetti non lo sono perché il mondo descritto in questi romanzi è così diverso dal mio che non riesco a sentirmi trascinata dalla trama... però però, lo confesso, è necessario che mi faccia una "cultura" al riguardo. Perché? Beh, vi ricordate di quel progetto per un libro "ironicomico" da scrivere a quattro mani? Ebbene, il romanzo ha avuto inizio e da come si sta evolvendo sembrerebbe classificabile (che brutta parola) in questo genere. Di certo non ricalca i cliché tipici dei chick lit anglosassoni ma, per alcuni aspetti -le disavventure della protagonista e gli amori non corrisposti- lo accomuna ad essi.
Da domani, quindi, mi butterò sulla Kinsella, una vera esperta del genere, ma navigando in rete ho trovato interessanti anche certe trame della nostrana Federica Bosco.

E voi, siete delle appassionate del genere e che cosa mi consigliate?
Io intanto comincio ad esplorare...

lunedì 27 dicembre 2010

Viaggio all'orizzonte

Due giorni di estrema pigrizia non ritemprano le forze ma fiaccano il fisico, almeno nel mio caso.
Ma la mente è più che mai in agitazione: non riesco a vivere senza progettare e quando progetto non posso fare a meno di leggere e quando leggo non posso fare a meno di scrivere e quando scrivo non posso fare a meno di sognare... ergo, ho un gran mal di testa.
Ma sto bene, anche se vorrei fare le valigie e sparire per un po' e chissà che nel nuovo anno non lo faccia davvero.
Intanto preparo il terreno...