Bollettino aggiornato degli scrittori:
HO TERMINATO IL MIO RACCONTO BREVE!
"I feeeel good
I knew that I would, now..."
A distanza di quasi vent'anni anni ho ripreso tra le mani Oceano Mare, il romanzo di Baricco che lasciai a metà perché ritenuto da me insensato e stucchevole. Per quale motivo? Semplice: nel passato, i romanzi li fagocitavo e, quando non mi catturavano dalle prime pagine, troppo presa dal male di vivere, io attingevo da essi solo veleno.
Mi sento tanto una tartaruga con un cuore di lattuga... già, perché, lentezza a parte, non faccio altro che mangiare insalata, meloni e angurie. Non so se qualcuno di voi ha mai avuto a che fare con qualche tartaruga di terra, ebbene, loro gradiscono molto questi alimenti. Vi lascio, altrimenti prima di uscire dalla locanda, mi parte tutta la mattinata.
Una delle frasi di
Francesca Johnson al fotografo Robert Kincaid prima che la loro storia, di
appena quattro giorni, abbia fine. Una delle più toccanti storie d'amore di
tutti i tempi, una di quelle che, forse, solo nella letteratura si ha la
fortuna di incontrare. Una di quelle storie che ci ricorda un assunto:
rinunciare a VIVERE un amore è un atto di volontà, ma cancellare quell'amore è
tutt'altra storia.
Non so cosa mi prenda oggi. Mi sento pervasa dalla stessa euforia carica di promesse di cui parla Leopardi ne "Il sabato del villaggio". Il giorno è nato da alcune ore ed è ancora lontano il momento in cui se ne andrà a nanna, e per me sarà bello continuare a sognare un'altra alba in cui frittelle con lo zucchero allieteranno grandi e piccini. 
"Qualunque sia il loro uso nelle società civilizzate, gli specchi sono essenziali a ogni azione violenta ed eroica. Perciò Napoleone e Mussolini insistono tanto enfaticamente sull'inferiorità delle donne, perché se esse non fossero inferiori cesserebbero di ingrandire loro... questo serve a spiegare come fa sentire inquieti (gli uomini) la critica femminile... perché se la donna comincia a dire la verità, la figura nello specchio rimpicciolisce; l'uomo diventa meno adatto alla vita."

Questa mattina la mia amica S. mi ha risvegliato con un messaggio dal sapore fiabesco, poi un'altra chiamata ha chiuso una porta, lasciando una finestra socchiusa che non ho più voglia di tenere aperta. Di seguito ho fatto io una chiamata di diverso tenore, ma non mi è stata data ancora una risposta, lasciandomi nel limbo del "chi vivrà vedrà". Alla fine, mi sono diretta fuori dalla locanda, ma questa volta la porta era chiusa, bloccata per davvero. Romeo è venuto a salvarmi e io ho potuto adempiere al mio dovere giornaliero fuori dalla brughiera. Non mi piace vivere con l'ansia, non mi si confà. La lentezza è, in realtà, la mia dimensione. Non sono nevrotica e non amo le nevrosi di alcun genere. Stasera, cena fuori dalla locanda, con gli occhi pieni di lacrime, perché la vita dà e la vita toglie, a volte temporaneamente ed altre definitivamente.
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