lunedì 9 novembre 2009

Anche gli uomini sono animali domestici

Fedele alla regola, o meglio, all'inclinazione di leggere qualunque cosa mi capiti a tiro, senza pregiudizio alcuno sull'autore che l'abbia "generato", qualche giorno fa mi sono dedicata a una raccolta di racconti di Alessandro Carta dal titolo "Storie di animali domestici".
Non fatevi ingannare, non è il solito libro strappalacrime sui cani e gatti votati al martirio per i loro padroni (che brutta parola) ... per i loro custodi. No, è un insieme di storielle amene, nostalgiche, umoristiche che hanno per protagonisti anche gli uomini: in fondo non siamo anche noi delle bestioline domestiche?
E' lo sfondo su cui si innestano le storie ad avermi attratto particolarmente: l'Italia anni '70, quella della televisione in bianco e nero e poi a colori, l'Italia delle piccole botteghe alimentari, dei Furia e Rin Tin Tin alla televisione, delle orge culinarie nelle mega riunioni familiari, quell'Italia dal sapore agrodolce che ho vissuto anch'io, dove c'era ancora tempo, spazio e pazienza per accogliere (maldestramente o meno) compagni di viaggio pelosi, piumati e perfino dotati di carapace.

Anche se il volume non è perfetto dal punto di vista della formattazione per degli "a capo" immotivati, vi consiglio di leggerlo se volete passare un paio d'ore in compagnia di un mondo che esiste solo, ormai, nella memoria.

mercoledì 4 novembre 2009

La poesia dei "folli"

Mi fermo a sfogliare queste pagine bianche impregnate d'inchiostro. Silenzio. Nient'altro che silenzio.
Lascio parlare i tuoi versi,
ogni altro commento sarebbe stridore insostenibile
nella pace di una preghiera.

"Sono folle di te, amore
che vieni a rintracciare
nei miei trascorsi
questi giocattoli rotti delle mie parole.
Ti faccio dono di tutto

se vuoi,
tanto io sono solo una fanciulla
piena di poesia
e coperta di lacrime salate,
io voglio solo addormentarmi
sulla ripa del cielo stellato
e diventare un dolce vento
di canti d'amore per te
. "

Alda Merini tratto da Alla tua salute, amore mio

mercoledì 28 ottobre 2009

L'autunno è magia

Sì, l'ho sempre pensato. L'autunno è anticamera, è attesa dolce, lieta.
Proprio come quel "sabato del villaggio" ove la "donzelletta... reca in mano un mazzolin di rose e viole, onde, siccome suole, ornare... dimani, al dí di festa, il petto e il crine".
Poi arriva l'inverno e "tristezza e noia recheran l'ore, ed al travaglio usato ciascuno in suo pensier farà ritorno".

Da qui vedo le foglie ammucchiarsi a ridosso della porta, sotto la finestra, ai bordi del vialetto, quasi cercassero, accartocciate fra loro, un po' di tepore.
Ci cammino sopra... mi piace sentirle crocchiare.
Domani il vento le trascinerà via e a me resterà solo il languore del loro incanto.

E ora vi lascio con questo pensiero di John Donne:
"Nessuna bellezza di primavera, nessuna bellezza estiva hanno la grazia che ho visto in un volto autunnale".

domenica 25 ottobre 2009

I veri scrittori leggono

Voi direte: "Ma che razza di titolo è?".
Avete ragione, può sembrare strano, ma non così ovvio per tutti. I più grandi scrittori, e anche quelli che "portano a casa la pagnotta", sono così innamorati della parola scritta che non possono fare a meno di leggere qualunque cosa sia degna (o non degna) di essere letta. Sì, perché la lettura è ispirazione, è palpito, è rabbia, è sogno... è vita tutta!
Invece... altri scrittori (che credono di esserlo solo perché hanno il loro nome su un testo stampato, spesso autoprodotto) snobbano puntualmente ogni testo in commercio. Sono del tutto disinteressati a ciò che i loro colleghi hanno da comunicare.

Ma io dico: possiamo crescere, migliorare se non ci confrontiamo con "i sommi" e anche con "i mediocri"?
Come possiamo sradicare le banalità dello stile, della struttura, dei dialoghi, della trama se non leggiamo neanche un libro all'anno?
NON POSSIAMO, ecco tutto.

Perciò, spero di non sentire più frasi come queste in risposta alla mia: "Hai letto qualche libro dei comici di Zelig?", "No, io non leggo niente, sennò mi metto a copiare gli altri" (n.d.r. invece le sue battute erano così banali e trite proprio perché non leggeva e non sentiva mai nessun comico).
Oppure: "Ti consiglierei di leggere diversi saggi di scrittura creativa perché ciò potrebbe aiutarti nella stesura del romanzo che hai in mente.". "Ah, ma figurati, io non ho tempo da perdere!" (n.d.r. in 5 anni non ha ancora portato a termine il suo primo romanzo).

Meditate gente, meditate.

mercoledì 14 ottobre 2009

Bonjour Provence

Giorni di fuoco in locanda, passati ad accogliere gli ospiti, conversare, leggere, correggere e perfino tinteggiare... sì, una saletta che ho voluto color lilla. L'effetto è meraviglioso! Mi illudo così di essere in un lussureggiante campo di lavanda in Provenza.
Per completare l'effetto ho dato al tutto un tocco olfattivo, posizionando tra le scaffalature dei sacchettini profumati alla lavanda.
Secondo voi, quale libro sarebbe più adatto da leggere in un'atmosfera simile?
Se non vi viene nulla in mente, ve lo suggerisco io: Un anno in Provenza di Peter Mayle.
Vi saprò dire quando l'avrò terminato.
Buona vita a tutti.

mercoledì 7 ottobre 2009

A che servono i libri?

In questi giorni, sul sentiero che conduce alla locanda, non si è visto nessuno. Ed è stato meglio così. Forse non sarei stata di buona compagnia: volevo restare sola.
Mi sono nutrita di focacce precotte, affettati di giornata, pesche sciroppate e un senso di vuoto attorno al piatto.
Sono rimasta ore sul tappeto, davanti al fuoco, abbracciata a Bon Ton che sembrava intorpidito dal calore come un lucertolone peloso.
Pensavo… pensavo alla vita che viene e se ne va. All’improvviso. In un fiume di fango che inghiotte anche la speranza, alla terra che trema schiacciando i sogni, alle bombe che bruciano i corpi annientando il senso della vita, pensavo alla reiterata, vergognosa, inaudita violenza dei ricchi e dei potenti per i quali la legge è uguale solo per i poveri e i meno furbi.
Riflettevo, allora, su un punto fondamentale: che ci facciamo qui, tutti noi, a parlare di scrittura, lettura, arte se tutto ciò non potrà tramutare la cupidigia dell’uomo in generosità, accoglienza, rispetto per chi ci sta accanto?
In buona sostanza, a che servono le espressioni forbite, la perfezione sintattica e ortografica, i corsi di scrittura creativa e i gruppi di lettura se poi non diventiamo individui migliori, capaci di alleviare la sofferenza umana?
La letteratura di evasione va bene… almeno per un po’, ma, come a scuola, la ricreazione non può durare tutta la vita.

Dopo aver sprecato miliardi di parole sulla letteratura e il suo valore, NOI, che tipo di scrittori vogliamo diventare? Che tipo di lettori vogliamo essere? Che tipo di uomini siamo?

martedì 29 settembre 2009

Capaci di sognare


"L'uomo che non è capace di sognare
è un povero diavolo, un eunuco.
L'uomo che è capace di sognare,
e di trasformare i suoi sogni in realtà,
è un rivoluzionario.
L'uomo che è capace di amare,
e di fare dell'amore uno strumento
per il cambiamento,
è anch'egli un rivoluzionario.
Il rivoluzionario quindi è un sognatore,
è un amante, è un poeta,
perché non si può essere rivoluzionari
senza lacrime negli occhi
e senza tenerezza nelle mani."


Thomas Borge