Accostamento ovviamente immeritato e assurdo, ma fottutamente SPLENDIDO!
Senza parole.
Che dirvi, amici miei, queste vacanze natalizie sono iniziate in modo strano, hanno ricevuto qualche scossone qua e là, ma si sono rasserenate nel prosieguo e di sicuro si stanno rivelando diverse dagli anni scorsi!

Mi sveglio e... OUCH, brughiera innevata. Il comune dirama il comunicato: scuole chiuse. Di uscirne non ci penso nemmeno. Spero non capiti qualcosa di impellente che mi obblighi a farlo.
Ieri sera avrei dovuto essere fuori dalla locanda per una serata alla quale tenevo molto, ma il mio stato di salute, unito a una stanchezza che mi sono trascinata per tutta la settimana, mi hanno costretta a mettere qualcosina nello stomaco e andarmene a letto alle otto di sera. Dovevo assolutamente fermare quei brividi di freddo che non mi davano tregua.
La vostra locandiera ha un tumulto dentro e sa che non può stare a guardare che qualcosa accada. Dovrà darsi da fare, e di brutto anche. Lavorare sì, ma ritagliarsi anche del tempo per se stessa affinché non prosciughi forze ed energie. Dio solo sa se ha bisogno di tutta l'energia interiore, ma anche cosmica, per strapparsi di dosso completamente quel vecchio sé stantio e troppo prudente.
Di nuovo in carreggiata, di nuovo a cercare conoscenze attraverso libri e corsi (perché le competenze non sono mai troppe e neppure le esperienze), di nuovo a riprendere le fila dei miei progetti all'apparenza diversi, ma riconducibili a un'unica matrice.
Mi ero ripromessa di scrivere di più o di scrivere almeno un post in ottobre, e pensavo anche di averlo fatto, fino a che mi sono ritrovata tra la nebbia novembrina, le zucche, i mucchi di foglie rossastre e gli alberi nudi. In effetti, non so neppur io come abbia fatto ottobre a volarsene via.
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